In che modo la cannabis influisce su sonno e capacità di sognare


In che modo la cannabis influisce su sonno e capacità di sognare

Trascorriamo oltre il 25% della nostra vita sotto le coperte, a dormire. Talvolta, il sonno può sembrare un inconveniente che rallenta la nostra vita frenetica. Ma senza di esso, staremmo davvero male. Alcune sostanze possono influire sulla qualità del nostro sonno. Dopo aver bevuto una tazza di caffè sarà più difficile addormentarsi, mentre una tisana alla valeriana avrà blandi effetti sedativi. Per quanto riguarda la cannabis, gli effetti sembrano molto variegati.

La cannabis sembra in grado di conciliare il riposo notturno, ma potrebbe anche interrompere il normale ciclo sonno-veglia. Molti consumatori di cannabis affermano di sognare meno quando fumano regolarmente, ed alcune ricerche indicano che il THC riduce la fase di sonno REM.

Esaminiamo più da vicino la natura del sonno e gli effetti della cannabis sul riposo notturno.

LE 3 FASI DEL SONNO

LE 3 FASI DEL SONNO

Il sonno è suddiviso principalmente in tre fasi: il sonno superficiale, il sonno profondo e il sonno REM. Queste possono essere divise ulteriormente in cinque stadi (da 1 a 4 e la fase REM), ciascuno dei quali è più profondo del precedente.

Il 1° stadio non-REM riguarda il sonno leggero. Il 2° stadio è caratterizzato da un sonno lievemente più profondo, con battiti cardiaci rallentati. Il 3° e 4° stadio rappresentano un sonno profondo e riposante. I muscoli si distendono e l'organismo inizia a riparare o creare tessuti.

Normalmente, durante la notte, attraversiamo ciclicamente tutte queste fasi. Iniziamo con il 1° stadio, arriviamo gradualmente alla fase REM e poi tutto ricomincia da capo.

Durante i primi cicli, trascorriamo più tempo nelle fasi di sonno profondo e meno tempo nella fase REM. Con il passare delle ore, i periodi di fase REM tendono a prolungarsi, mentre le fasi di sonno profondo si riducono.

Per attraversare tutte le fasi occorrono circa 90 minuti. Secondo il dottor Hans Hamburger, neurologo, sonnologo e capo della Holland Sleep Research, un individuo completa ogni ciclo per 4–5 volte ogni notte.

La fase REM è quella in cui avvengono quasi tutti i sogni, spiega il dott. Hamburger.

“Durante la fase REM, si sviluppa la maggior parte dei sogni. Se il soggetto continua a dormire, generalmente non ricorderà cosa ha sognato. L'ultimo periodo di sonno REM, che si verifica poco prima di svegliarsi, è il più lungo—e ci si ricorderà del sogno soltanto se ci si sveglia mentre è ancora in corso. Se non ci si sveglia durante la fase REM, non si ricorderà nulla del sogno.”

Durante questa intensa attività onirica, nel cervello avvengono molti processi interessanti. Con il sonno REM il corpo entra in uno stato simile alla veglia. Il cervello è molto attivo, il respiro diventa più rapido e si verificano cambiamenti di temperatura e di pressione sanguigna.

La scienza dei sogni presenta ancora degli aspetti poco chiari. Il sonno REM sembra svolgere un ruolo chiave nello sviluppo del sistema nervoso centrale, nell'apprendimento e nella memoria. Tuttavia, la funzione del sogno è ancora oggetto di dibattito. Secondo alcuni scienziati, i sogni svolgono una funzione terapeutica e permettono di elaborare alcune emozioni. Secondo altri, sono una forma di allenamento per la reazione di attacco o fuga, poiché l'amigdala è la zona del cervello più attiva durante la fase REM.

GLI EFFETTI DELLA CANNABIS SULLA FASE REM

GLI EFFETTI DELLA CANNABIS SULLA FASE REM

Secondo alcune testimonianze, i fumatori di cannabis sognano molto meno quando consumano questa pianta assiduamente. Non esistono studi scientifici in grado di spiegare questo fenomeno. I ricercatori hanno affrontato solo superficialmente tale argomento.

Uno studio svolto nel 1974 e pubblicato sulla rivista _Psychopharmacologia_ ha esaminato un gruppo composto da cinque volontari, i quali hanno dormito in un laboratorio per 8–15 notti consecutive. Ogni soggetto ha ricevuto 20mg di THC prima di coricarsi. Gli scienziati hanno monitorato l'attività cerebrale e i movimenti oculari degli individui ed hanno concluso che il THC riduce il periodo di sonno REM. Gli esperti hanno anche analizzato gli effetti di una astinenza da THC per 4–6 notti consecutive. I volontari hanno manifestato una leggera insonnia, senza alcun segno di recupero nella fase di sonno REM.

L'anno successivo, uno studio di sostegno ha fornito risultati analoghi. Gli scienziati hanno registrato l'attività cerebrale e il movimento oculare rapido di consumatori di cannabis assidui, a cui era stato somministrato THC o un placebo. I ricercatori hanno scoperto che il THC riduceva notevolmente il movimento oculare durante il sonno REM. Inoltre, la durata della fase REM era inferiore. Durante il periodo di astinenza, il movimento oculare e la durata della fase REM aumentavano. Il test ha anche rilevato che la durata del 4° stadio di sonno aumentava in coloro che avevano assunto THC. La durata di questo stadio si riduceva durante il periodo di astinenza, ma solo la prima notte.

Sono stati condotti diversi altri studi, con esiti simili, ma il dibattito è ancora aperto. Sarebbe utile svolgere ricerche più approfondite e somministrare estratti a spettro completo per ottenere risultati più affidabili. Per ora le prove sono inconcludenti.

Il ricercatore sul sonno dott. Timothy Roehrs è intervenuto nel dibattito, dichiarando che “gli studi scientifici relativi agli effetti della marijuana sul sonno REM sono estremamente limitati ed ambigui”. Ha inoltre aggiunto che “secondo alcune ricerche, la cannabis potrebbe inibire il sonno REM, ma, secondo altre, non produce tale effetto”.

Lo scienziato, insieme ad un collega della Wayne State University School of Medicine, sostiene di aver trovato alcune prove che contrastano con la teoria secondo cui la cannabis ostacola il sonno REM.

“Nella ricerca che abbiamo svolto, i volontari hanno fumato marijuana al mattino e al pomeriggio. Alcuni giorni veniva somministrata marijuana attiva, mentre in altri i volontari ricevevano un placebo con circa lo 0,4% di THC”. La marijuana attiva usata nel test conteneva circa il 3% di THC.

Secondo Roehrs, non è emersa alcuna differenza nella durata del sonno REM dei pazienti, sia che avessero assunto cannabis attiva o il placebo.

LA CANNABIS IMPEDISCE DI SOGNARE?

LA CANNABIS IMPEDISCE DI SOGNARE?

Per il momento, non esiste una risposta definitiva. In base alle ricerche svolte finora, il THC sembra influenzare l'attività cerebrale e i movimenti oculari e di conseguenza ridurre la fase di sonno REM. Tuttavia, le ricerche condotte dal dott. Roehrs smentiscono tali risultati.

Moltissime testimonianze indicano che un massiccio consumo di cannabis può ridurre l'attività onirica. È plausibile affermare che il THC possa ridurre la fase REM in certi individui. È probabile che il THC—e la cannabis in generale—generi effetti diversi su ciascuna persona. La marijuana è una pianta complessa ed ogni varietà contiene determinati livelli di cannabinoidi e terpeni che potrebbero influire sul sonno. Inoltre, occorre tenere in considerazione altri fattori come il tempo trascorso a dormire e l'assunzione di altre sostanze.

INTERROMPENDO IL CONSUMO REGOLARE DI CANNABIS SI PUÒ SOGNARE DI PIÙ?

I fumatori di cannabis che dichiarano di sognare meno, affermano che l'attività onirica riemerge dopo aver interrotto il consumo dell'erba. Gli scienziati chiamano questo fenomeno “effetto rimbalzo”.

Sfortunatamente, questo argomento è ancora poco studiato. Lo studio del 1974, citato in precedenza, aveva rilevato che la durata del sonno REM aumentava in fase di astinenza. Occorre però chiarire se tale effetto fosse causato da variazioni a livello chimico o da un'interruzione del ciclo del sonno.

Secondo Roehrs, i consumatori di cannabis potrebbero sperimentare un sonno REM di eguale durata, ma l'astinenza permetterebbe semplicemente loro di ricordare i sogni. Una persona può ricordare un sogno soltanto se si sveglia quando la fase REM è ancora in corso. Roehrs ipotizza che l'astinenza possa provocare un sonno frammentato, aumentando le possibilità di svegliarsi nel bel mezzo della fase REM.

QUALI SOSTANZE DELLA CANNABIS POTREBBERO POTENZIALMENTE INFLUIRE SUL SONNO?

Cannabidiol (CBD)

Il cannabidiolo (CBD) è uno dei principali cannabinoidi della cannabis, dopo il THC. Questa molecola favorisce il rilassamento, tuttavia non genera alcun effetto psicotropo. Tale caratteristica—unita alle proprietà antinfiammatorie, ansiolitiche e neuroprotettive—ha reso il CBD una sostanza terapeutica molto popolare.

Gli scienziati hanno esaminato gli effetti sedativi del CBD su soggetti umani. Una ricerca pubblicata sul The Journal of Clinical Pharmacology illustra gli effetti del CBD su pazienti affetti da insonnia. I volontari hanno ricevuto dosi di CBD pari a 40mg, 80mg, 160mg, un placebo o 5mg di nitrazepam (un ansiolitico). Chi aveva ricevuto 160mg di CBD ha mostrato un notevole miglioramento del sonno rispetto a coloro che avevano assunto il placebo. Tutte e tre le dosi di CBD sono state associate ad una minore capacità di ricordare il sogno.

Il CBD potrebbe anche migliorare la qualità del sonno negli individui affetti da ansia. Il disturbo d'ansia generalizzato (SAD) è associato a interruzioni del ciclo sonno-veglia. Alcuni studi clinici hanno evidenziato che il CBD può ridurre i sintomi di tale disturbo.

I terpeni sono altre molecole presenti nella cannabis che sembrano in grado di migliorare il sonno. Queste sostanze forniscono alle varietà i loro gusti e aromi caratteristici. Ad esempio, il mircene—uno dei terpeni più abbondanti nella cannabis—sprigiona fragranze di terra e chiodi di garofano. Questo terpene è presente soprattutto nelle genetiche di cannabis “stonanti” e produce effetti sedativi che potrebbero conciliare il sonno.

VARIETÀ SEDATIVE

Tutti gli studi relativi agli effetti della cannabis sul sonno hanno esaminato le singole molecole della pianta. Tuttavia, numerose prove indicano che composti come cannabinoidi e terpeni svolgono un'azione più efficace se somministrati congiuntamente—un fenomeno noto come effetto entourage.

I fiori di cannabis essiccati racchiudono un'ampia gamma di sostanze chimiche dalle promettenti capacità. La scienza non ha valutato gli effetti di specifiche varietà sul sonno, ma genetiche come Blue Mystic e Vanilla Kush sono celebri per le loro proprietà sedative e rilassanti.

LA CANNABIS PUÒ MIGLIORARE LA QUALITÀ DEL SONNO?

Le attuali prove scientifiche suggeriscono che alcuni cannabinoidi potrebbero migliorare alcuni aspetti legati al sonno. Tuttavia, finché gli istituti di ricerca non svolgeranno indagini cliniche su larga scala, non vi è alcuna certezza.

L'assenza di prove chiare non può comunque cancellare la notevole quantità di testimonianze. Molti fumatori di cannabis dichiarano che l'erba rilassi la mente e favorisca il riposo notturno. Diversi studi hanno rilevato le proprietà ansiolitiche e anti-insonnia di numerosi cannabinoidi e terpeni.

Sappiamo anche che il THC è potenzialmente in grado di ridurre il sonno REM, una fase associata a importanti processi fisiologici. Tutto ciò complica la situazione: l'influsso della cannabis sul sonno è un argomento complesso e pieno di sfumature.