Assumendo olio di CBD si può fallire un test antidroga?


Assumendo olio di CBD si può fallire un test antidroga?

Il CBD (cannabidiolo) è una molecola prodotta dalla pianta di cannabis, appartenente ad un gruppo di sostanze chimiche chiamate cannabinoidi. Il CBD ha recentemente ottenuto molta popolarità poiché è un cannabinoide non inebriante, e mostra varie proprietà terapeutiche in test clinici e preclinici. Il CBD viene analizzato principalmente per i suoi effetti antiepilettici, neuroprotettivi ed ansiolitici. Ma il CBD, o l'olio di CBD, possono rappresentare un rischio in caso di test antidroga?

Prima di rispondere a questa domanda, esaminiamo il CBD:

Il CBD è apprezzato da molti consumatori poiché può fornire sollievo da numerosi sintomi, senza generare effetti che alterano le percezioni. Le persone possono quindi usare alcune varietà di cannabis per puro scopo terapeutico, senza che la loro produttività risulti compromessa. Gli oli e gli integratori contenenti CBD vengono ricavati da fiori di canapa per uso industriale. Queste cime contengono principalmente CBD, ma possono essere presenti anche minime tracce di THC.

Quasi tutti gli oli di CBD contengono una dose massima di THC pari allo 0,03%, assolutamente insufficiente per generare uno sballo. Ma queste quantità di THC, seppur minime, possono essere rilevate da un test antidroga? Per fortuna, no—nella maggior parte dei casi. Prima di analizzare la questione nel dettaglio, scopriamo le differenze tra CBD e THC.

Che differenza c'è tra CBD e THC?

Nella pianta di cannabis sono stati individuati oltre 100 cannabinoidi diversi. Queste sostanze vengono prodotte all'interno di piccole ghiandole, chiamate tricomi, situate sui fiori e sulle foglie della pianta. I due principali cannabinoidi della cannabis sono THC e CBD. Entrambi possono essere presenti in quantità variabili, a seconda della varietà e delle pratiche di allevamento selettivo attuate dal coltivatore.

Oltre ad essere i due più importanti cannabinoidi, THC e CBD sono anche le molecole più analizzate dagli scienziati, e mostrano le maggiori potenzialità terapeutiche.

Talvolta il THC non viene considerato una molecola terapeutica, a causa dei suoi effetti psicotropi, ma anche questo aspetto può rivelarsi utile per alcuni consumatori. Le ricerche scientifiche hanno evidenziato che il THC può regolare dolore, spasticità, sedazione, appetito e umore. Inoltre, questo cannabinoide racchiude effetti neuroprotettivi, antinfiammatori e antiossidanti.

Il THC produce tali risultati interagendo con i recettori CB1 e CB2 del sistema endocannabinoide. È proprio l'interazione con i recettori CB1 a generare gli effetti a livello mentale.

Anche il CBD esibisce una vasta gamma di effetti benefici. Per questo motivo molti consumatori scelgono di consumare questa sostanza quotidianamente. Il CBD ha una bassa affinità per i recettori cannabinoidi e infatti non è in grado di generare effetti che alterano le percezioni. Il CBD esercita la sua funzione attraverso i recettori vanilloidi e serotoninergici, e i PPAR—recettori ormonali nucleari.

La scienza ha scoperto che il CBD produce un'ampia gamma di effetti farmacologici, tra cui effetti antiepilettici, antinfiammatori, antiossidanti e antipsicotici.

Assumendo olio di CBD si può risultare positivi ad un test antidroga?

Dopo aver acquisito maggiori informazioni sui due principali cannabinoidi, scopriamo se l'olio di CBD aumenta le possibilità di fallire un test antidroga.

La risposta è generalmente no, considerando che si sta assumendo un prodotto contenente CBD di alta qualità, privo di dosi di THC eccessive.

I test antidroga effettuati nei luoghi di lavoro hanno il compito di rilevare il consumo di THC da parte del soggetto. Il test viene eseguito principalmente su un campione di urine. I test sono progettati per misurare i livelli di un metabolita chiamato THC-COOH, che si genera quando il THC viene scomposto e assimilato dall'organismo. Questo metabolita resta in circolo per diverso tempo e può essere rilevato anche 90 giorni dopo l'assunzione della sostanza.

L'olio di CBD contiene solo minime tracce di THC e, in teoria, non dovrebbe fornire un risultato positivo in caso di test antidroga. La soglia minima di THC-COOH in grado di produrre un risultato positivo al test antidroga è 50ng/ml. Tale quantità non è rilevabile dopo l'ingestione di olio di CBD di alta qualità, contenente dosi di THC inferiori allo 0,03%.

Tuttavia, è importante notare che quantità di CBD elevate (1–2g o più al giorno) o altri cannabinoidi diversi dal THC potrebbero generare un “falso positivo” durante un test preliminare sulle urine. Ad ogni modo, la gascromatografia-spettrometria di massa (GC/MS) produrrà comunque un risultato finale negativo. Questo è infatti un esame più accurato e non sarà fuorviato dalla presenza di altri cannabinoidi diversi dal THC.

Gli oli di CBD di alta qualità rappresentano l'opzione più sicura

Gli oli di CBD non sono tutti uguali. Certi prodotti vengono realizzati usando processi produttivi di scarsa qualità e materie prime che contengono livelli di THC più elevati. Più la dose di THC è eccessiva, maggiore è la probabilità di fallire un test antidroga.

L'olio di CBD creato da Cibdol è una scelta eccellente per chi ha timore di non superare i test antidroga. Contiene minime tracce di THC, molto al di sotto del limite stabilito dalla legge, e viene ricavato da canapa coltivata biologicamente, attraverso metodi di estrazione con CO₂ all'avanguardia.