Può la Cannabis Aiutarvi ad Aprire il Terzo Occhio?


Può la Cannabis Aiutarvi ad Aprire il Terzo Occhio?

Il “terzo occhio” è un antico concetto, di una sorta di lente sita nel cervello umano, che può aiutare ad espandere la nostra coscienza e comprensione della realtà. In molte culture ancestrali, rappresenta un centro psichico fondamentale del corpo, e la fonte di illuminazione e saggezza.

Col tempo, il terzo occhio citato in riferimento ai chakra e in antichi sistemi di credenze, è stato posto in relazione con la ghiandola pineale, una ghiandola minuta e indipendente che si trova nel cervello, e svolge un ruolo chiave nel metabolismo di droghe psicoattive come la cannabis.

E allora, la cannabis potrebbe aiutarvi ad “aprire” il terzo occhio, tramite la stimolazione della ghiandola pineale?

CAPIRE IL TERZO OCCHIO

“Terzo occhio” è una definizione colloquiale, impiegata per designare la ghiandola pineale. La ghiandola pineale è una piccola ghiandola endocrina dalla forma di pigna, presente nel cervello dei vertebrati, e situata nell'epitalamo, presso il centro del cervello, fra gli emisferi destro e sinistro.

La principale funzione della ghiandola pineale è quella di produrre melatonina, un ormone derivato dalla serotonina. La melatonina svolge un ruolo chiave nella regolazione del sonno, ed anche, negli umani come in altri animali, aiuta a controllare il nostro ritmo circadiano.

LA GHIANDOLA PINEALE NELLA CULTURA E NELLA SOCIETÀ

Alcuni studi condotti su animali indicano inoltre che la pineale svolge un ruolo importante nella metabolizzazione di droghe ricreative, ed ha costituito anche l'oggetto di grandi discussioni filosofiche.

Cartesio, per esempio, ha parlato della ghiandola pineale nei suoi "Trattato sull'Uomo” e “Le Passioni dell'Anima”. In quest'ultimo, si riferisce alla pineale come alla “principale sede dell'anima, e luogo in cui si formano tutti i nostri pensieri”.

E suggerisce anche che la ghiandola pineale sia ciò che connette l'anima umana al corpo. A Cartesio la pineale richiamava particolarmente l'attenzione, poiché riteneva fosse l'unica parte del cervello che funziona per proprio conto, anziché come parte dell'intero organo.

Nonostante la sua passione per la pineale, non fu Cartesio a denominarla il “terzo occhio”. La definizione è invece spesso attribuita a un suo collega, lo scrittore francese Georges Bataille, che per primo trattò del concetto di “occhio pineale”.

Bataille fa riferimento alla pineale come al centro del piacere e del delirio, ed una sorta di “punto cieco” nella razionalità occidentale. Uno dei più citati lavori di Bataille su questo concetto appare in “L'Occhio Pineale”, inserito nella raccolta “Visions of Excess”.[1]

Nel tardo XIX secolo, l'autrice russa Helena Blavatsky ipotizzò per la prima volta un collegamento fra la ghiandola pineale ed il terzo occhio menzionato nell'induismo.[2] Il credo Indù considera il chakra Ajna (o terzo occhio) come uno dei 7 chakra principali presenti nel corpo umano.

Nell'induismo ed in altre religioni, i chakra designano dei centri di energia psichica disseminati nel corpo. Lo Ajna si ritiene sia localizzato fra le sopracciglia, lungo la colonna vertebrale.[3] I guru spesso toccano i loro allievi su questo chakra nel corso dei rituali di iniziazione, canalizzando in questo modo Sushumna (ovvero la fine della dualità) ed il principio della “interezza”.

Riferimenti al terzo occhio son stati trovati, oltre che all'induismo, anche in altre culture. L'Occhio di Horus, per esempio, è stato messo in relazione con il terzo occhio, e certi autori sostengono che corrisponda alla localizzazione del chakra Ajna.[4]

Oggi, il terzo occhio rimane al centro di molte discussioni su spiritualità, meditazione, e filosofia. Viene spesso ritenuta come la fonte dell'illuminazione, ed è centro focale di specifiche pratiche di meditazione.

La ricerca sulla ghiandola pineale ha portato alcune persone a considerarla una ghiandola “visuale”. Rick Strassman, uno dei primi medici negli Stati Uniti a condurre esperimenti con sostanze psichedeliche, allucinogene ed enteogene, ha avanzato l'ipotesi che la pineale, date certe condizioni, possa produrre DMT (o N,N-dimetiltriptammina) in modo naturale, ed in tal modo generare quegli intensi sentimenti di rivelazione e saggezza che siamo soliti associare con "l'illuminazione”.

Graham Hancock, un autore inglese, ha suggerito che la DMT potrebbe essere la “lente” della ghiandola pineale, la quale ci consentirebbe di espandere il nostro concetto di realtà, e pertanto di ottenere dai suoi effetti una profonda saggezza.[5]

CANNABIS E GHIANDOLA PINEALE

CANNABIS E GHIANDOLA PINEALE

Come abbiamo accennato prima, esiste una forte convinzione da parte di alcuni ricercatori, che la pineale svolga un ruolo importante nel metabolismo di droghe e sostanze psicoattive. Rick Strassman era un convinto sostenitore di questa tesi.

Strassman ha lavorato molto con la DMT, che ha ribattezzato “Molecola dello Spirito” nel suo libro di grande successo. Così scrive in questo libro:

“[La ghiandola pineale] è piuttosto attiva nella sintetizzazione di composti relazionati con la serotonina, un importante neurotrasmettitore del cervello. I neurotrasmettitori sono i messaggeri chimici che permettono la comunicazione fra singole cellule nervose. Le più tipiche droghe psichedeliche, come LSD, mescalina, psilocibina e DMT, sono attive in aree del cervello che sono influenzate anche dalla serotonina.”

“Droghe psichedeliche, stati di meditazione, spontanee esperienze di pre-morte ed altri fenomeni che potrebbero indurre stati stereotipici di morte/rinascita, e paradisiaci/infernali, attuano tramite la ghiandola pineale”.[6]

Dunque, poiché sappiamo che la ghiandola pineale risponde alle sostanze psicoattive, la domanda sorge spontanea: cosa succede alla pineale quando fumiamo cannabis?

La ricerca sui ratti ha mostrato che all'interno della ghiandola pineale sono presenti recettori dei cannabinoidi. Nel “Journal of Pineal Research”, un articolo del 2008 descriveva come di fatto la ghiandola pineale dei ratti contenga il suo particolare e specifico sistema endocannabinoide (costituito da recettori CB1 e CB2).[7]

L'attività di tali recettori è variabile, e si trova al suo livello più basso verso la fine del periodo di luce della giornata. Gli studi hanno mostrato che, in presenza di THC o anandamide (un endocannabinoide molto simile al THC), la produzione di melatonina nella pineale si intensifica.[8]

Il che è plausibile: il nostro corpo produce melatonina in maniera naturale durante le ore di buio, per segnalare la fine del ciclo circadiano ed indurre sensazioni di stanchezza. Sentirsi stanchi e assonnati è un effetto secondario comune del consumo di cannabis, ed è stato messo in relazione con tale incremento nella produzione di melatonina.

PUÒ LA CANNABIS AIUTARE AD “APRIRE” IL VOSTRO TERZO OCCHIO?

Dunque, abbiamo parlato della ghiandola pineale, e di come la cannabis interagisce con quest'intrigante componente del cervello. Ma può la cannabis realmente aiutare ad “aprire” il vostro terzo occhio, così come fanno la DMT o altre sostanze?

Onestamente, pare improbabile. Sebbene il THC sia una sostanza psicoattiva, il suo rapporto con la pineale è molto differente da quello della DMT od altre sostanze psichedeliche.

Certo, la cannabis ha svolto un ruolo chiave nelle cerimonie spirituali di molte culture ancestrali. Per alcuni, può anche aiutare a suscitare stati di meditazione, o stati di coscienza alterata. Tuttavia, affermare che la cannabis è in grado di “aprire il terzo occhio”, ed aiutarvi a raggiungere l'illuminazione, è un po' un'esagerazione.

Riferimenti

  1. ^ NYU Tisch, Visions of Excess, recuperate November-29-2018
    Legame
  2. ^ Blavatsky Theosophy, The Third Eye and The Pineal Gland, recuperate November-29-2018
    Legame
  3. ^ Wikipedia, Ajna, recuperate November-29-2018
    Legame
  4. ^ Gaia, How to awaken your third eye, recuperate November-29-2018
    Legame
  5. ^ Youtube, The secrets of the pineal gland, recuperate November-29-2018
    Legame
  6. ^ Amazon, DMT: The Spirit Molecule: A Doctors Revolutionary Research into the Biology of Near-Death and Mystical Experiences, recuperate November-29-2018
    Legame
  7. ^ NCBI, The rat pineal gland comprises an endocannabinoid system., recuperate November-29-2018
    Legame
  8. ^ Wiley Online Library, Cannabinoids attenuate norepinephrine‐induced melatonin biosynthesis in the rat pineal gland by reducing arylalkylamine N‐acetyltransferase activity without involvement of cannabinoid receptors, recuperate November-29-2018
    Legame