Marijuana terapeutica vs. ricreativa - che differenza c'è?


Marijuana terapeutica vs. ricreativa - che differenza c'è?

Risposta in breve: Non c'è differenza tra cannabis terapeutica e cannabis ricreativa. Tutto dipende dall'uso che se ne intende fare.

Ogni varietà, indipendentemente dal contenuto di THC o CBD, può essere utilizzata a scopo medicinale, a seconda delle condizioni del soggetto e da come reagisce al particolare mix di cannabinoidi e terpeni.

La stessa varietà può essere consumata per scopi ricreativi da un altro individuo per ottenere uno sballo mentale, un effetto fisico, o semplicemente una sensazione di pace e tranquillità.

È tutto molto soggettivo, perché ogni persona è unica.

I LIVELLI DI CBD ELEVATI HANNO UN IMPIEGO SPECIALE

Come forse tutti sanno, l'ingrediente principale della cannabis è il THC. Ma, oltre a questa molecola psicoattiva, nella marijuana sono presenti almeno altri 113 cannabinoidi.

Il CBD, o cannabidiolo, è il cannabinoide più apprezzato per le sue proprietà terapeutiche. Al giorno d'oggi, molte varietà vengono allevate in modo da produrre esclusivamente alte percentuali di CBD, e dosi di THC irrisorie.

Le genetiche con livelli di CBD elevati e rapporti CBD:THC molto alti, come Charlotte's Web, racchiudono speciali proprietà medicinali. Producono effetti psicoattivi impercettibili, o quasi nulli. In alcuni casi, mostrano capacità anti-convulsive incredibili, riducendo quasi totalmente gli attacchi epilettici, anche nei casi gravi dove i farmaci più potenti sono inefficaci.[1]

Il CBD è ormai molto popolare su internet e tra i mass media, e viene utilizzato come trattamento per varie patologie.

LE PIANTE HANNO LO STESSO IDENTICO ASPETTO

Quasi tutte le piante di marijuana si somigliano l'un l'altra. Alcune sono più basse. Altre più slanciate. Qualcuna sviluppa le tipiche foglie indica, ampie e corpose. Qualche altra ha foglie filiformi, di stampo sativa. Gran parte di esse è di colore verde, ma i fiori e le foglie mature possono assumere tutte le sfumature dell'arcobaleno.

Persino gli esperti non sono in grado di separare una pianta terapeutica da una ricreativa (se mai esistesse tale distinzione), valutandone semplicemente l'aspetto esteriore, e senza conoscere il corredo genetico di ciascuna. Un esemplare con elevate percentuali di CBD è visivamente identico ad una pianta priva di CBD.

PERCHÉ CI PONIAMO LA QUESTIONE DEL TERAPEUTICO VS. MEDICINALE?

Perché, in un certo senso, la morale comune e le normative in vigore hanno convinto molte persone a pensare che la cannabis terapeutica faccia bene, e quella ricreativa sia dannosa.

Esiste poi un movimento indipendente formato da individui che hanno sperimentato in prima persona gli effetti benefici della cannabis. Essi supportano e invocano la legalizzazione, affinché ognuno possa avere libero accesso a quella che considerano una cura miracolosa.

Classificare la marijuana come terapeutica è utile anche per giustificare la ricerca scientifica sulla pianta. E la ricerca è sempre una cosa positiva. Ci aiuta a comprendere le potenzialità della marijuana, e le capacità terapeutiche dei vari composti chimici nella pianta.

In questo modo, se scegliete di affidarvi ad un metodo di trattamento alternativo in sostituzione o in aggiunta alle terapie tradizionali, saprete già cosa cercare.

CONCLUSIONE

Come abbiamo già detto, non esiste una vera differenza tra marijuana terapeutica e marijuana ricreativa. Tutto dipende dall'uso che se ne intende fare.

Riferimenti

  1. ^ Scientific American, Marijuana Treatment Reduces Severe Epileptic Seizures, recuperate November-08-2018
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