Comprendere il Fotoperiodo della Cannabis


Comprendere il Fotoperiodo della Cannabis

La cannabis è una pianta fotoperiodica. Sostanzialmente le piante fotoperiodiche reagiscono ai cambiamenti nelle ore di luce e di buio. Nello specifico, le piante dipendenti dal fotoperiodo rispondono alle variazioni nel ciclo di illuminazione, che cambia nel corso dell'anno. Ad esempio, nelle giornate estive le ore di luce sono molto più lunghe rispetto ai giorni d'inverno.

Le piante di cannabis reagiscono in modo piuttosto evidente alle variazioni di fotoperiodo. Quando le giornate si accorciano, verso la fine dell'estate e l'inizio dell'autunno, le piante ricevono sempre meno ore di luce. In questo periodo le piante capiscono che il loro ciclo vitale sta giungendo al termine. Pertanto, sia gli esemplari maschi che le femmine iniziano a fiorire, per riprodursi prima dell'arrivo dell'inverno.

I sacchi pollinici dei maschi si aprono per rilasciare il polline nell'atmosfera. In natura, esso fertilizza le piante femmina, che di conseguenza producono semi. Tali semi si disperderanno nell'ambiente e germoglieranno dopo l'inverno, dando vita ad una nuova generazione di piante.

Il fotoperiodismo non è una caratteristica esclusiva della pianta di cannabis. Molte altre piante fiorite utilizzano delle proteine nei fotorecettori per percepire i cambiamenti stagionali e la lunghezza del giorno e della notte. Queste variazioni sono interpretate come un segnale per avviare la fioritura.

Proprio come la cannabis, alcune piante fioriscono quando le giornate si accorciano. Esse vengono chiamate "piante a giorno breve", o brevidiurne. Le piante longidiurne, invece, come ad esempio il garofano, i piselli e il grano, fioriscono quando le giornate si allungano (in primavera o estate).

Altre piante sono neutrali, o neutrodiurne. Le rose, i cetrioli, e i pomodori fioriscono indipendentemente dal fotoperiodo dell'ambiente circostante. Queste piante fioriscono quando raggiungono una certa età, o a seguito di una variazione nella temperatura, ecc.

COSA COMPORTA LA VARIAZIONE DI FOTOPERIODO PER I COLTIVATORI DI CANNABIS?

Cosa comporta la variazione di fotoperiodo per i coltivatori di cannabis?

Il fotoperiodo è molto importante per i coltivatori di cannabis, poiché determina l'inizio della fioritura nelle piante. Come citato in precedenza, le piante di cannabis che crescono selvagge in natura, o in un giardino all'aperto, iniziano a fiorire alla fine dell'estate (verso agosto/settembre nell'emisfero settentrionale, e verso marzo nell'emisfero sud).

La cannabis però non viene coltivata solamente all'aperto. Infatti, da quando è stata dichiarata illegale, i coltivatori hanno trasferito le loro piantagioni esterne in ambienti chiusi, per non destare sospetti o attirare l'attenzione delle forze dell'ordine.

Fin dagli anni '80, il mondo della cannabis ha attraversato un vero e proprio "boom dell'indoor". Grazie alle attrezzature più evolute e alle nuove tecniche di allevamento, coltivare cannabis indoor è diventato molto più semplice. E, considerando che la marijuana è illegale, questo è stato un grosso vantaggio per i coltivatori.

Ovviamente, chi coltiva indoor deve usare delle apposite lampade in sostituzione della luce solare, per far crescere le proprie piante. Le regole basilari della coltivazione indoor prevedono che le piante vadano lasciate in fase "veg" (ovvero di crescita vegetativa) con circa 16 ore di luce al giorno. Successivamente, si possono accorciare le ore di luce per indurre le piante a fiorire.

I coltivatori indoor hanno a disposizione numerose tecniche per coltivare le loro piante. Gran parte dei coltivatori principianti inizia un ciclo di illuminazione composto da 18 ore di luce e 6 ore di buio durante la fase vegetativa. Poi, passa ad un ciclo di 12 ore di luce e 12 ore di buio per la fioritura.

Questo significa che chi coltiva al chiuso ha il pieno controllo della fase vegetativa e di fioritura delle proprie piante. All'inizio, durante lo sviluppo vegetativo, le luci vanno tenute accese per 18 ore al giorno, e poi spente per 6 ore. Quando il coltivatore desidera che le piante inizino a fiorire, deve esporle a 12 ore di luce e 12 ore di buio al giorno.

E PER QUANTO RIGUARDA LE VARIETÀ AUTOFIORENTI?

Negli ultimi anni, le banche di semi e gli allevatori di cannabis hanno creato molte "varietà autofiorenti". Queste piante contengono geni della Cannabis ruderalis, un particolare ceppo di cannabis scoperto in Siberia, che fiorisce in base all'età e non al fotoperiodo.

A differenza delle varietà di cannabis regolari, le varietà autofiorenti fioriscono dopo un determinato periodo di tempo. Proprio per questo motivo sono molto apprezzate da chi coltiva all'aperto e desidera ottenere raccolti molteplici nel corso dell'anno. Se si inizia a coltivare all'inizio della stagione, è possibile effettuare il primo raccolto dopo 7-8 settimane. A quel punto, non resta che prepararsi per il secondo round.