Perché i “Salotti Cannabici” sono una buona cosa per la comunità


Perché i “Salotti Cannabici” sono una buona cosa per la comunità

Una cosa è quasi uniformemente assente in gran parte degli Stati USA, e cioè delle strutture destinate al pubblico perché vi si possa andare a consumare cannabis.

Ora che sempre più Stati stanno applicando leggi sulla cannabis terapeutica e ricreativa, che ruolo potrebbero avere i club di consumo cannabico? Si tratta solo di una moda, o è l'inizio di un nuovo e più responsabile modo di consumare cannabis?

Che si tratti di uso terapeutico o ricreativo, fumare, vaporizzare, e “dab”, sono proibiti praticamente ovunque, eccetto che al proprio domicilio o su terreno privato. Tecnicamente, anche mangiare commestibili cannabici in pubblico è illegale, ma francamente, chi se ne accorge?

Per porre rimedio a questa situazione, luoghi dove si possa consumare cannabis sul posto (alias “saloni cannabici”) vengono incontro a chi ha necessità o piacere di consumare cannabis, ma non dispone di un luogo confortevole dove poterlo fare.

Certe strutture sono orientate al mercato ricreativo, con ambientazioni tematiche in stile hippy, o artistico/spirituale, fino a dei “lounge” di lusso – e tutte le gradazioni possibili. Altre sono rivolte specificamente per consumatori terapeutici, e spesso vi si può trovare qualcuno in grado di offrire una consulenza.

I VANTAGGI DEI SALOTTI CANNABICI

Per quanto qualcuno potrebbe sentirsi infastidito all'idea di “luoghi di ritrovo” per riunirsi a fumare erba, l'apertura di un maggior numero di tali strutture presenta molti potenziali vantaggi.

Per cominciare, c'è la teoria che l'esposizione dei bambini alla cannabis ed al fumo passivo potrebbe essere ridotta al minimo se i genitori disponessero di un luogo al di fuori di casa dove poter fumare comodamente.

Certo, alcuni non avrebbero la possibilità di uscire e sarebbero comunque costretti a fumare nel garage, nel cortile, in terrazzo, eccetera; ma altri se ne servirebbero sicuramente, specialmente in nuclei familiari in cui solo uno dei genitori fuma.

Potrebbe anche offrire un'opzione a turisti che vorrebbero godersi un po' d'erba senza essere costretti a fumarsi una pipetta di nascosto in un parco, o una canna in macchina.

Coloro che vivono in appartamenti o condomini, in edifici con rigorose politiche antifumo, avrebbero a disposizione un luogo dove consumare senza molestare i vicini o rischiare delle multe.

Sostanzialmente, aiuterebbe a tenere la cannabis lontano dai luoghi dove in ogni caso la gente non la vorrebbe. E proprio come nei bar, il personale terrebbe d'occhio i clienti, spingendoli a moderarsi se dovessero apparire troppo sconvolti.

ESISTONO ATTUALMENTE SALOTTI CANNABICI LEGALI NEGLI USA?

ESISTONO ATTUALMENTE SALOTTI CANNABICI LEGALI NEGLI USA?

I “Cannabis Social Club” non sono una cosa abituale negli Stati Uniti, ma stanno cominciando a spuntare in alcune delle maggiori città americane. San Francisco e Los Angeles, ad esempio, hanno già alcuni luoghi dove la gente può abbandonarsi alle sue necessità cannabiche.

Per accedervi si richiede un parere medico, ma un fatto poco noto è che nel “Golden State”, secondo la Prop. 64, la cannabis terapeutica può essere consumata ovunque sia permesso fumare sigarette.[1]

A San Francisco, “Cannaisseur Series” ha un ristorantino carino dove i clienti possono consumare, e “Ganja Yoga” propone corsi di yoga stonati. “Puff, Pass and Paint” è un altro luogo unico, con due differenti siti, a San Francisco e Oakland, in cui la gente può andare a stonarsi mentre segue corsi privati di pittura.

Giù a Los Angeles, non è troppo difficile trovare un caffè pittoresco e aperto agli sballoni, con Wi-Fi ed un ottimo caffè fatto in casa.

A Denver, gli elettori hanno approvato nel novembre 2016 un'iniziativa che autorizza i salotti cannabici. Esistono attualmente in città alcuni locali per fumare, ma è ancora un mercato piuttosto restrittivo.

Il consumo di cannabis è illegale in qualunque struttura che ha la licenza per servire alcool, e ogni “cannabis lounge” ha bisogno dell'approvazione della comunità prima di poter ottenere una licenza. E questa, come potete immaginare, non è tanto facile da ottenere.

Il senatore dei Democratici Tick Segerblom, di Las Vegas, ha rilasciato una dichiarazione riguardo ai cannabis club, in cui osserva: “Stiamo per reclamizzare in tutto il mondo 'Venite in Nevada a consumare erba legale'. Non possiamo invitare la gente a venire qui, e poi dir loro che non la possono consumare”.[2]

Segerblom ha proposto una legge che permetterebbe di consumare erba nei club ed in saloni di massaggi, in tutto il centro di Las Vegas (Fremont), ed in occasione di eventi all'aperto.

Sulla costa orientale, una legge approvata lo scorso novembre dagli elettori del Maine autorizza l'attività dei cannabis club nei confini dello Stato, il quale dispone di un anno per mettere a punto ed applicare dei regolamenti per questi stabilimenti.

Ed in Massachusetts, il consumo di cannabis verrà consentito quando fra alcuni mesi apriranno delle rivendite al dettaglio, ma solo in stabilimenti che possiedono un permesso specifico.

E NEL RESTO DEL MONDO?

E NEL RESTO DEL MONDO?

Fino a tempi recenti, l'Olanda, ed Amsterdam in modo particolare, era conosciuta come la principale area “amica dell'erba”, con i suoi coffeeshop. Purtroppo, alcuni caffè cannabici di Amsterdam sono stati chiusi nell'ultimo paio d'anni.

Perfino il primissimo coffeeshop del mondo, il celebre Mellow Yellow, è stato costretto a chiudere le sue porte nel gennaio 2017 – soltanto perché si trovava a 250 metri da una scuola di parruccheria, i cui iscritti erano comunque tutti maggiorenni.[3]

Se vi state programmando un viaggio cannabico in Olanda, non temete, ci sono ancora più di 200 stabilimenti ad Amsterdam, e tanti anche in altre città.

Anche la Spagna è in procinto di diventare un luogo molto interessante per il turismo della ganja. I club, con ammissione riservata ai membri, sono una cosa comune in tutto il Paese, particolarmente in Catalogna, regione al nord della Spagna. Tutti i club esigono una tessera di adesione, ma l'uso ricreativo è consentito in ciascuno di essi.

Diventare membri non è complicato. Probabilmente, se un club ha un sito web, e lo contattate alcuni giorni prima del vostro arrivo, dovreste essere in grado di ricevere un invito a diventare soci.

Se volete davvero le cose facili per accedere a della buona erba, e avete intenzione di restare in Spagna solo per un breve periodo di tempo, prendete in considerazione una visita a Spannabis, una delle più grandi fiere annuali della marijuana in Europa, che si tiene a Barcellona.

Questa conferenza ed esposizione internazionale è una delle migliori occasioni per un'immersione temporanea. Ed è un gran divertimento.

Il Canada è un altro Paese con un ridotto numero, ma in crescita, di salotti cannabici, specialmente per la vaporizzazione. Hanno trovato qualche incidente di percorso nel tentare di costruire il quadro legale per il mercato ricreativo, ma questo non ha impedito al primo ministro Justin Trudeau di rendere nel frattempo accessibile questa risorsa agli utilizzatori di cannabis terapeutica.

E ALLORA, QUAL È L'OPINIONE GENERALE?

Per riassumere, i club di consumo cannabico sono in termini generali una cosa positiva per le comunità che sono disponibili ad accoglierli. Non soltanto i consumatori di cannabis hanno modo di goderne i vantaggi, ma riducono anche al minimo l'esposizione al fumo di marijuana per coloro che preferiscono starne lontani.

Anche se negli USA si trovano ancora nella loro fase preliminare, molti altri Paesi dispongono di “salotti per l'erba”, ben consolidati e di grandissimo successo.

Riferimenti

  1. ^ Ballot Pedia, California Proposition 64, Marijuana Legalization (2016), recuperate November-29-2018
    Legame
  2. ^ CBS News, Nevada marijuana law puts tourists in a tough spot, recuperate November-29-2018
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  3. ^ The Telegraph, Why Amsterdams oldest cannabis coffeeshop has been forced to close, recuperate November-29-2018
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