La differenza tra varietà fotoperiodiche e autofiorenti


La differenza tra varietà fotoperiodiche e autofiorenti
Max Sargent

Prima di avviare una nuova piantagione di cannabis, occorre innanzitutto scegliere se coltivare esemplari fotoperiodici o autofiorenti. In condizioni ottimali, entrambe le tipologie possono produrre cime eccellenti. Tuttavia, è fondamentale conoscere le differenze relative alle esigenze di illuminazione, la produttività, l'aspetto e le dimensioni.

Mentre vi aggirate nel vostro ambiente di coltivazione vuoto, potreste domandarvi se sia meglio scegliere varietà di cannabis fotoperiodiche o autofiorenti per avviare la prossima piantagione.

Entrambe le tipologie possono offrire una ganja eccellente, ma conoscere le differenze di ciascuna è fondamentale per ottenere buoni risultati. In questo articolo, analizzeremo nel dettaglio le varietà fotoperiodiche ed autofiorenti, distinguendo le loro caratteristiche. Scopriremo le differenze tra le due tipologie, per aiutarvi a stabilire quale si adatta meglio alle vostre esigenze.

Cosa Sono le Varietà di Cannabis Fotoperiodiche?

Le piante di cannabis fotoperiodiche rappresentano la principale fonte di ganja legale (e illegale) disponibile in commercio. Se consumate cannabis, molto probabilmente le cime in vostro possesso provengono da esemplari fotoperiodici.

Ma cos'è esattamente la cannabis fotoperiodica? Nello specifico, le varietà di cannabis fotoperiodiche passano dalla fase vegetativa a quella di fioritura quando vengono esposte ad una minore quantità di luce. Gli esemplari coltivati outdoor iniziano a fiorire verso la fine dell'estate e giungono a maturazione verso settembre/ottobre. In ambienti indoor, è compito del coltivatore ridurre il ciclo di illuminazione a 12 ore di luce e 12 ore di oscurità, per simulare il cambio di stagione.

Il termine fotoperiodico ha origine proprio da questo schema di crescita. Infatti, il prefisso “foto” si riferisce alla luce, mentre il suffisso “periodo” indica un determinato lasso di tempo.

VARIÉTÉS DE CANNABIS À PHOTOPÉRIODE

Coltivare Varietà di Cannabis Fotoperiodiche

Dal momento che le varietà fotoperiodiche sono le più diffuse, conosciamo bene il loro stile di crescita. Le piante di questa categoria possono essere molto diverse tra loro, ma condividono alcune specifiche caratteristiche.

Aspetto

Prima di tutto, le piante di cannabis fotoperiodiche tendono a crescere maggiormente in altezza e in larghezza rispetto alle altre. La loro fase vegetativa è infatti più lunga rispetto a quella dei ceppi autofiorenti, pertanto le loro dimensioni possono aumentare notevolmente durante questo periodo.

Difficoltà

Rispetto alle autofiorenti, le varietà fotoperiodiche impiegano più tempo per passare dalla germinazione alla maturazione. Di conseguenza, per chi coltiva esemplari fotoperiodici outdoor, il tempismo è fondamentale. Per chi vive in un clima non ottimale per la coltivazione della cannabis, è essenziale piantare al momento giusto, in modo che gli esemplari non restino esposti a gelate precoci o altri eventi atmosferici estremi.

Le varietà autofiorenti sono semplici da coltivare, ma quelle fotoperiodiche resistono meglio allo stress, che sia indotto intenzionalmente o semplicemente causato da errori dovuti all'inesperienza. Le fasi di sviluppo delle piante fotoperiodiche possono essere controllate regolando la quantità di luce somministrata. Quindi, se durante la fase vegetativa si verificano problemi o carenze nutritive, la fioritura può essere posticipata.

Rendimento

Le varietà fotoperiodiche possono essere manipolate con facilità, ma questo aspetto può rivelarsi sia positivo che negativo. Ammesso che la manipolazione sia intenzionale, la pianta fotoperiodica può crescere maggiormente in altezza ed offrire rese più abbondanti rispetto alla controparte autofiorente.

Come accennato in precedenza, è possibile anche mantenere un esemplare fotoperiodico in uno stato vegetativo fino a quando raggiunge dimensioni adeguate ed un livello di robustezza tale da garantire un'efficiente produzione di cime. Inoltre, le varietà fotoperiodiche possono essere clonate, fornendo una quantità pressoché infinita di piante di marijuana. Se trovate un esemplare fotoperiodico molto robusto ed altamente produttivo, potete clonarlo ed ottenere raccolti eccellenti di volta in volta.

Tuttavia, una pianta di cannabis debole tenderà a fornire raccolti esigui. Anche la potenza delle cime potrebbe risultare ridotta e, nel complesso, la qualità del prodotto finale sarà inferiore.

Fumare Varietà di Cannabis Fotoperiodiche

A parte questi tratti di crescita, cosa offre una varietà di cannabis fotoperiodica al consumatore finale?

In condizioni ottimali, le piante di marijuana fotoperiodiche reagiscono maggiormente alle variazioni di illuminazione, pertanto possono produrre cime di qualità più elevata. Solitamente, una varietà fotoperiodica coltivata con cura esibisce una potenza ed una produttività superiori rispetto ad una genetica autofiorente.

Inoltre, le piante fotoperiodiche generalmente sviluppano cime dai sapori più corposi e strutturati. I livelli di THC possono essere più elevati, così come la densità di terpeni. Tuttavia, occorre tenere a mente che, al giorno d'oggi, i breeder riescono a creare varietà autofiorenti estremamente potenti e produttive.

Cosa Sono le Varietà di Cannabis Autofiorenti?

Le varietà autofiorenti sono reperibili nei dispensari, nei coffeeshop e nei cannabis club di tutto il mondo, ma risultano molto apprezzate anche dai coltivatori domestici.

A differenza delle varietà fotoperiodiche, le genetiche autofiorenti fioriscono indipendentemente dal ciclo di illuminazione a cui vengono esposte. Questi esemplari iniziano a fiorire automaticamente dopo qualche settimana, nello specifico attorno alla 2ª–4ª settimana. In pratica, questa è la differenza principale tra una varietà fotoperiodica ed una autofiorente.

VARIÉTÉS DE CANNABIS À AUTOFLORAISON

Coltivare Varietà di Cannabis Autofiorenti

Rispetto alle varietà fotoperiodiche, le piante autofiorenti crescono più rapidamente ed interagiscono diversamente con la fonte luminosa, pertanto richiedono un approccio leggermente differente. Alcuni aspetti della coltivazione sono relativamente semplici, mentre altri potrebbero presentare delle difficoltà.

Aspetto

Le autofiorenti trascorrono un periodo piuttosto breve in fase vegetativa, quindi le loro dimensioni tendono ad essere notevolmente ridotte rispetto alle varietà fotoperiodiche. Poche superano il metro di altezza e la maggior parte si attesta ben al di sotto dei 100cm. La bassa statura può sembrare uno svantaggio, ma in realtà permette al coltivatore di gestire meglio le piante, soprattutto se ha poca esperienza o uno spazio limitato a disposizione.

Inoltre, le dimensioni compatte delle autofiorenti sono utili per chi coltiva indoor o in stile guerrilla e desidera raccogliere cime di alta qualità mantenendo segreta la propria piantagione.

Difficoltà

Una pianta autofiorente è in grado di fiorire indipendentemente dal ciclo di illuminazione ricevuto. Ricordatevi di scegliere una varietà con una fase vegetativa adatta alle vostre tempistiche, poiché l'esemplare inizierà a sviluppare cime dopo un determinato periodo di tempo, che siate pronti o meno.

Le autofiorenti offrono un minor controllo sulle fasi di crescita, ma sollevano i coltivatori principianti dall'incombenza di modificare i cicli di illuminazione.

Le varietà autofiorenti passano dal seme alla maturazione più rapidamente. Questo non significa che le genetiche fotoperiodiche non siano in grado di fornire cime in breve tempo, ma le autofiorenti completano il loro ciclo di crescita in appena otto settimane.

Rendimento

Considerando la rapidità di crescita delle piante autofiorenti, potreste pensare che il loro rendimento sia piuttosto esiguo. In realtà, fornendo agli esemplari le attenzioni necessarie, è possibile ricavare centinaia di grammi di cime pregiate da una piantagione autofiorente. Ovviamente, il raccolto non sarà abbondante quanto quello fornito da piante fotoperiodiche, ma la produttività delle autofiorenti è davvero notevole, se si tiene conto delle loro dimensioni compatte.

Inoltre, man mano che l'introduzione di geni ruderalis è stata sperimentata e perfezionata, l'efficienza dei ceppi autofiorenti è aumentata drasticamente. In commercio è possibile trovare varietà autofiorenti con livelli di produttività e dosi di THC pari a quelli delle piante fotoperiodiche.

Le cime sono spesso dense e compatte quanto quelle raccolte da esemplari fotoperiodici e non vanno sottovalutate. Ad ogni modo, per ottenere tali risultati, è necessario mantenere le piante sane e robuste.

Le varietà autofiorenti rappresentano una scelta ideale per i coltivatori con poca esperienza o con uno spazio di coltivazione non ottimale. Tuttavia, a causa del loro rapido ciclo di crescita, non tollerano i gravi errori di coltivazione. In caso di problemi legati a stress o carenze nutritive, non sarà possibile prolungare la fase vegetativa.

Inoltre, se le piante fioriscono in uno stato di salute inadeguato, le cime saranno più piccole e meno potenti.

Fumare Varietà di Cannabis Autofiorenti

Al giorno d'oggi, l'esperienza sensoriale offerta dalle cime autofiorenti è pressoché identica a quella fornita dalle varietà fotoperiodiche. Le piante autofiorenti di vecchia generazione erano notoriamente meno produttive e sviluppavano cime di qualità inferiore.

Le genetiche moderne hanno compiuto grandi progressi e, oggi, il contenuto di THC e l'assortimento di terpeni può essere equiparato a quello delle varietà fotoperiodiche. Di per sé, le varietà ruderalis non sono particolarmente saporite, ma non intralciano i terpeni aromatici forniti da altri ceppi parentali.

Fumare varietà di cannabis autofiorenti

Che Differenza C'è tra Varietà Fotoperiodiche e Autofiorenti?

Dopo aver acquisito tutte queste nozioni, esaminiamo le principali differenze tra le varietà di cannabis fotoperiodiche e quelle autofiorenti.

Tempistiche di Crescita

Come illustrato in precedenza, le varietà fotoperiodiche passano dalla fase vegetativa a quella di fioritura in base alla quantità di luce ricevuta ogni giorno. Le autofiorenti, invece, iniziano a fiorire indipendentemente dalle variazioni del ciclo di illuminazione.

Dimension

Le piante fotoperiodiche hanno maggior tempo a disposizione per assorbire luce e sostanze nutritive da trasformare in energia. Di conseguenza, spesso diventano molto più alte e grandi rispetto alle controparti autofiorenti. La differenza di dimensioni è dovuta anche al fatto che gli esemplari ruderalis sono la varietà di cannabis più compatta in circolazione.

Produttività

Dal momento che il rendimento è strettamente legato alle dimensioni delle piante, è logico supporre che le varietà fotoperiodiche sviluppino una maggiore quantità di cime rispetto alle autofiorenti. Questa differenza è spesso meno evidente di quanto si possa immaginare, infatti molte autofiorenti riescono ad offrire rese pari a quelle dei ceppi fotoperiodici.

Difficoltà di Coltivazione

Per concludere, la coltivazione di qualsiasi tipo di pianta presenta specifiche difficoltà.

Le piante di ganja fotoperiodiche richiedono una maggiore manutenzione. Chi coltiva queste varietà deve monitorare e regolare periodicamente diversi parametri. Tuttavia, gli esemplari fotoperiodici possono essere facilmente manipolati e mantenuti nello stato vegetativo. Ciò consente di risolvere eventuali errori di coltivazione prima che le cime inizino ad emergere.

Le varietà autofiorenti sono molto semplici da gestire, ma il loro ciclo di sviluppo non può essere controllato o manipolato, pertanto gli errori commessi durante la coltivazione condizioneranno il rendimento finale. Il passaggio dalla fase vegetativa a quella di fioritura è scandito esclusivamente dal tempo. Quindi, a differenza delle varietà fotoperiodiche, non è possibile intervenire sui vari stadi.

Scegliete la Varietà Più Adatta alle Vostre Esigenze

In definitiva, una delle due tipologie di pianta è davvero migliore dell'altra?

La scelta tra semi fotoperiodici e autofiorenti dipende principalmente dall'ambiente di coltivazione a propria disposizione e dalle preferenze personali. Se siete in grado di regolare i cicli di illuminazione, avete molto spazio per lasciar crescere gli esemplari e riuscite a monitorare attentamente ogni parametro, potete coltivare piante fotoperiodiche, che generalmente offrono raccolti più abbondanti e cime più potenti.

Se avete poco spazio, o poco tempo, per coltivare cannabis, le varietà autofiorenti rappresentano un'ottima alternativa. Svolgendo una ricerca accurata, potreste persino trovare una genetica autofiorente capace di offrire prestazioni migliori rispetto ad una fotoperiodica. Ad ogni modo, ricordate che le autofiorenti hanno bisogno di cure ed attenzioni, proprio come qualsiasi altra pianta di cannabis.

In fin dei conti, sia le fotoperiodiche che le autofiorenti potranno offrirvi cime pregiate e deliziose.

Max Sargent
Max Sargent

Max si è ormai specializzato da diversi anni nella scrittura di articoli su cannabis e sostanze psichedeliche. Con la forte convinzione che un atteggiamento aperto ed onesto nei confronti delle droghe e della politica antidroga possa migliorare la vita di molti, cerca di offrire opinioni approfondite e razionali sull'argomento.