Dark Harvest (2016) - Recensione


Protagonisti: James Hutson, A.C. Peterson, Cheech Marin
Regia: James Hutson
Genere: Crimine, drammatico, thriller
Prima uscita: 2 settembre 2016

Dark Harvest (2016) - Recensione

I film e telefilm sugli sballoni, che tirano in ballo il consumo e la distribuzione della nostra adorata erba, sono abitualmente stereotipati e superati. La pellicola “Dark Harvest” compie un approccio più cupo ed intenso al cliché dei film sulla marijuana.

IL RITORNO DI CHEECH MARIN

A sorpresa, il leggendario Cheech Marin, che costituiva metà del duo Cheech & Chong, ha deciso di tornare su un set cinematografico dopo 33 anni con questo film, nelle vesti di uno dei personaggi principali.

Dopo una lunga serie di esilaranti film da sballoni girati con il suo amico Tommy Chong, Cheech Marin è stato occupato principalmente con le apparizioni in serie TV come “Nash Bridges” e “Lost”, e nel doppiaggio di film d'animazione come “Cars” ed il recente successo di “Coco”.

È davvero interessante vedere Cheech tornare al grande schermo in un ruolo più serio in relazione con l'erba, all'opposto dei suoi lontani giorni da sballone.

James Hutson è il motore ed il carburante di questo film. Ne è regista, autore, uno dei produttori, e vi appare come il protagonista. Aveva dapprima tentato di creare il film con quattro suoi amici, ma la cosa non andò come sperato, ed il progetto era stato chiuso.

Un anno dopo si è riorganizzato, si è fumato un po' d'erba, ha acciuffato Cheech, e la magia ha cominciato ad accadere. Dark Harvest è stato proiettato per la prima volta il 2 settembre 2016 al Portland Film Festival, dove ha vinto il premio per il miglior film, ed ora ha finalmente un contratto per la distribuzione, per il 2018.

NOTE POSITIVE

La trama del film è incentrata attorno a Carter Holmes (James Hutson). Il suo amico viene assassinato alla vigilia della legalizzazione della marijuana, e lui fa squadra con Bernie (A.C. Peterson), un agente della DEA sospeso dal servizio, per scoprire le cause dell'omicidio dell'amico.

Vi è tra di essi una distanza morale, che crea nel film una certa pesante tensione. Ricardo (Cheech) consiglia Carter sulle mosse da compiere. Nel film compaiono mucchi di erba autentica, il che è piuttosto rinfrescante se si considerano le restrizioni imposte generalmente sui film a tema cannabico.

Anziché battute sceme in stile “ahò, mbe'”, questo film ritrae situazioni della vita reale riguardanti scenari legali e illegali, da “zona grigia”, della marijuana negli USA.

Dark Harvest potrebbe essere il primo film che presenta le reali tribolazioni dell'odierna scena underground della marijuana. Poiché le leggi vengono continuamente modificate, anche coloro che si muovono nel mercato illegale sono costretti a rielaborare le proprie strategie.

NOTE NEGATIVE

È piuttosto difficile tirar fuori qualcosa di realmente negativo, dato che è davvero un buon film! Forse non così buono come alcune delle maggiori produzioni hollywoodiane, con grandi nomi e budget ancor più grandi, ma il film funziona piuttosto bene, e vi mantiene alto l'interesse dall'inizio alla fine.

Potremmo dire che vi fa venire il dubbio, che l'intero tema cannabico sia stato solo una scusa per fare un film d'azione, e che forse, qua e là, è un tantino esagerato.

CONCLUSIONE

Nella scia dei nuovi film e telefilm di questi ultimi anni relazionati con la cannabis, Dark Harvest è davvero una boccata d'aria fresca.

Quando farà il suo arrivo nei cinema nel corso di quest'anno, vi consigliamo di andarlo a vedere, anche solo per rivedere Cheech sul grande schermo.