Come e quando irrigare le piante di cannabis


Come e quando irrigare le piante di cannabis

La linfa vitale di quasi tutti gli organismi sulla terra è l'acqua, essenziale per la sopravvivenza delle vostre piante di cannabis. In tale prospettiva, sapere quando e come annaffiare una pianta di cannabis è fondamentale per mantenerla in forma ottimale.

Sebbene la cannabis sia in grado di resistere piuttosto bene alle carenze e, nella maggior parte dei casi, agli eccessi di acqua, tali situazioni non devono prolungarsi nel tempo. In caso contrario, la produzione di cime verrà compromessa e la crescita delle piante diverrà stentata.

Negli scenari peggiori, la mancanza d'acqua e di sostanze nutritive può portare alla morte delle piante di cannabis.

QUANDO IRRIGARE

La domanda che in molti si fanno al momento di irrigare: in quale momento della giornata è meglio annaffiare una pianta di cannabis? Secondo alcuni coltivatori è meglio di notte, mentre per altri nelle prime ore del mattino. Se siete coltivatori esordienti, queste informazioni contrastanti potrebbero creare confusione.

Ebbene, per la stragrande maggioranza dei coltivatori, l'irrigazione al mattino è la migliore opzione. Dal momento in cui ricevono la luce del sole o di una lampada, le piante di cannabis usano l'acqua e le sostanze nutritive a loro disposizione per avviare la fotosintesi, favorendo così la crescita.

Se l'acqua non fosse disponibile all'avvio di questo processo, la cannabis potrebbe subire ripercussioni negative, nello stesso modo in cui noi risulteremmo piuttosto inutili se qualcuno ci chiedesse di iniziare a lavorare senza aver prima mangiato o bevuto.

Come regola generale, se coltivate all'aperto irrigate il mattino presto. Se avete invece scelto di coltivare indoor, date acqua alle vostre piante di cannabis non appena si accendono le luci. In questo modo vi assicurerete che ci sia sufficiente acqua per affrontare la parte più intensa della giornata.

CON CHE FREQUENZA DEVO IRRIGARE?

Con che frequenza devo irrigare?

La frequenza delle irrigazioni è una variabile leggermente più complessa. I ritmi con cui dovrete annaffiare le piante variano a seconda della temperatura, delle caratteristiche di crescita delle diverse varietà, delle dimensioni delle foglie e se hanno già iniziato a fiorire.

L'approccio più semplice e completo è quello di irrigare ogni 2-3 giorni, a seconda del terreno e dell'intensità delle apparecchiature d'illuminazione. Il substrato tende ad asciugarsi e, d'altronde, non potrebbe essere altrimenti.

Se il terreno o qualsiasi altro substrato da voi usato fosse permanentemente bagnato, si creerebbero le condizioni ideali per lo sviluppo delle muffe, causando la morte delle radici.

Mettete il dito nel substrato fino alla seconda nocca per valutare la sua umidità. Se doveste notarlo asciutto e la vostra cannabis non fosse di un bel verde vivace, quasi sicuramente dovrete irrigare. Se invece il substrato dovesse essere ancora umido, aspettate! La vostra cannabis sopravviverà! È molto più facile aggiungere acqua piuttosto che portarla via.

Il peso è un altro fattore importante per valutare se le piante di cannabis hanno bisogno d'acqua. Se state coltivando in vaso, sollevate tutti quelli che intendete innaffiare. Se li sentite più pesanti del solito, dovrete aspettare perché vuol dire che c'è ancora acqua e, quindi, la pianta non richiede ulteriore umidità.

Come punto di riferimento, riempite un vaso vuoto con il vostro substrato, così da poter confrontare il peso da asciutto a bagnato.

COME IRRIGARE LE PIANTE DI CANNABIS

Bagnare abbondantemente l'intera pianta, irrigare generosamente il terreno o spruzzare una piccola quantità d'acqua? Potreste pensare che non vi sia una grande differenza, ma sarà proprio la tecnica adottata a determinare la quantità d'acqua da aggiungere.

Il metodo migliore non rientra però tra quelli appena riportati. L'ideale, almeno per la maggior parte degli apparati radicali, è nutrire le piante dal fondo del vaso.

Posizionando il vaso su un piattino pieno d'acqua, le radici cercheranno ciò di cui hanno bisogno muovendosi nel terreno e crescendo verso il basso (il che è benefico per l'intera pianta).

Se dopo 30 minuti vedete che l'acqua nel piattino non è stata assorbita, rimuovetela. Se invece non c'è più acqua, aggiungetene ancora un po' per vedere se viene assorbita.

Grazie al processo di osmosi, gli apparati radicali assorbiranno sempre e solo l'acqua di cui hanno bisogno, niente di più e niente di meno.

Se l'irrigazione dal basso non fosse possibile, potete bagnare il substrato aggiungendo acqua dall'alto fino a vederla drenare dal fondo. Non dovete bagnare il terreno fino a creare una piscina superficiale o ridurlo a una poltiglia fangosa. Il vostro obiettivo è irrigare uniformemente il substrato, e non affogarlo nell'acqua.

Normalmente, l'acqua dovrebbe drenare sul fondo del vaso nel momento in cui vi spostate sulla successiva pianta/vaso. Fino a quando non avrete un'idea più precisa della sete delle vostre piante, calcolare la giusta quantità d'acqua può essere complicato. Cercate semplicemente di aggiungere poco a poco l'acqua fino a farla drenare e sentire il substrato sufficientemente idratato.

Anche gli impianti di irrigazione a goccia sono altrettanto efficienti. Sebbene siano più difficili da configurare, eliminano molti dei rischi e delle complicazioni derivanti dall'irrigazione manuale. Tratteremo i vantaggi di questo sistema d'irrigazione più avanti.

CONCIMARE

Concimare

Aggiungere i fertilizzanti nell'acqua è semplice. Assicuratevi di seguire le indicazioni del produttore e di mescolare accuratamente. Se conoscete le sfumature delle varietà che state coltivando, è a questo punto che dovrete modificare le concentrazioni delle varie sostanze nutritive.

Quando sarete soddisfatti della soluzione ottenuta, applicatela sul terreno come se fosse una normale irrigazione con sola acqua.

Secondo l'opinione di molti coltivatori, un 10-20% dell'acqua versata dovrebbe defluire nei piattini dei vasi. Teoricamente, in questo modo si può prevenire il blocco delle sostanze nutritive. Esattamente come per la sola acqua, troppi fertilizzanti possono essere dannosi.

DIVERSE FONTI D'ACQUA

La maggior parte dei coltivatori prende l'acqua direttamente dal rubinetto di casa. Supponendo che vogliate controllare con assoluta precisione ogni variabile della crescita delle vostre piante, non potete non considerare le possibili complicazioni derivanti dall'acqua del rubinetto.

A seconda di dove vivete, il contenuto di minerali dell'acqua erogata nelle vostre case può variare notevolmente. Questo aspetto può complicare il dosaggio dei fertilizzanti da mescolare nell'acqua. Un semplice trucco per contrastare l'incerta natura dell'acqua del rubinetto è riempire un secchio e lasciarlo riposare una notte intera.

Il giorno seguente dovreste ottenere una lettura più accurata e, nella maggior parte dei casi, un'acqua più idonea per l'uso. Se sapete di vivere in una zona con acqua particolarmente dura o con alti livelli di zolfo, in commercio si trovano diversi kit per testare e regolare chimicamente l'acqua, riportando la sua composizione su valori più stabili.

Un altro vantaggio nel lasciar riposare l'acqua durante la notte è che sarà a temperatura ambiente. Le piante di cannabis soffrono quando ricevono acqua troppo calda o troppo fredda.

CONTROLLARE I VALORI DI PH DELL'ACQUA

Controllare i valori di ph dell'acqua

Prima di testare il pH dell'acqua, seguite la procedura sopraindicata e lasciate riposare l'acqua per una notte intera, in modo da ridurre così l'eventuale contenuto di cloro.

Una volta fatto, avrete bisogno di quanto segue: la vostra acqua, alcuni prodotti per alzare o abbassare il pH, un pH-metro e i fertilizzanti. Se avete intenzione di usare un annaffiatoio, procuratevene uno. La soluzione miscelata nel secchio dev'essere quindi trasferita nell'annaffiatoio.

Una volta che vi sarete procurati tutti questi strumenti, l'intervallo ideale di pH dell'acqua dovrà rientrare tra 6,3 e 6,7 per il suolo, e tra 5,5 per gli impianti idroponici.

Aggiungete i vostri fertilizzanti e i prodotti per alzare o abbassare il pH finché non otterrete la lettura corretta. Assicuratevi di mescolare accuratamente la soluzione per ottenere una misurazione il più accurata possibile.

CONTROLLARE LA TEMPERATURA DELLA MISCELA

Per quanto semplice e banale possa sembrare, è molto importante che la soluzione da aggiungere alle piante rientri in una zona di temperatura ottimale.

Fortunatamente, la maggior parte dei coltivatori non rischia problemi di questa natura, ma rimane comunque una lezione da considerare. Lo scorso inverno, uno dei nostri amici coltivatori ha trascorso circa 5 settimane cercando di capire cosa ci fosse di sbagliato nelle sue piante.

Dopo aver valutato tutte le possibili soluzioni alternative, attrezzature, fonti di luce, nuovi piani di concimazione ecc., alla fine si è reso conto che l'acqua erogata dal suo rubinetto era molto più fredda in inverno (15-17°C) che in estate (più di 25°C).

È per questo che, nonostante il suo corretto piano d'irrigazione, la temperatura troppo bassa della soluzione stava stressando sempre di più le piante, fino ad impedire loro l'assimilazione delle sostanze nutritive necessarie.

Quando la temperatura della miscela di acqua e fertilizzanti è inferiore a 22°C, le piante possono interrompere la corretta assimilazione di fosforo e di altri elementi.

USARE UN SISTEMA DI IRRIGAZIONE A GOCCIA

Abbiamo già accennato in precedenza a questo sistema. Gli impianti di irrigazione a goccia sono la migliore soluzione per le irrigazioni "piccole e frequenti", perché consentono ai coltivatori di regolare con maggiore precisione le quantità d'acqua da fornire alle piante.

Bisogna collegare l'impianto di irrigazione ad una riserva d'acqua, impostando i ritmi con cui gocciolerà alla base di ogni pianta.

L'intero sistema verrà alimentato dal tubo di alimentazione principale, che non dovrà mai trovarsi a più di 50 metri dalla sorgente d'acqua. I gocciolatori collegati alle giunzioni a T posizionate con cura lungo il tubo di alimentazione principale saranno responsabili dell'apporto d'acqua alle piante.

Seguendo gli stessi principi dei precedenti metodi d'irrigazione, il sistema a goccia consente all'acqua di depositarsi per qualche secondo sulla superficie del substrato, per poi drenare dal fondo del vaso. Poiché la distribuzione dell'acqua è lenta e controllata, è molto più difficile ricadere nella trappola degli eccessi idrici.

Siccome l'acqua gocciola molto più lentamente, sarà necessario modificare i tempi di irrigazione, in modo da avviare il processo in anticipo.

Quando si lavora con i sistemi di irrigazione a goccia, ricordatevi di tenerli sempre puliti e di usare quelli di migliore qualità. La maggior parte dei problemi che si verificano con gli impianti a goccia deriva dalla mancanza di una corretta manutenzione e dall'uso di attrezzature economiche.

Ricordatevi di pulire regolarmente i tubi e i connettori per evitare che si ostruiscano, rovinando i vostri raccolti.

I PERICOLI DI IRRIGARE ECCESSIVAMENTE LA VOSTRA CANNABIS

Anche se di solito sono i coltivatori alle prime armi a commettere questo errore, irrigare con quantità eccessive d'acqua è un'abitudine difficile da superare per molti coltivatori. Il nostro desiderio di dare solo il meglio alle nostre piante di cannabis può renderci troppo zelanti con le risorse di cui hanno bisogno.

Oltre all'acqua, le radici hanno bisogno di ossigeno. Se l'apparato radicale delle vostre piante è costantemente immerso nell'acqua, l'ossigeno non sarà più presente e le vostre piante non potranno crescere. Le cellule radicali inizieranno a morire, così come la restante struttura della pianta.

Inoltre, gli eccessi d'acqua possono creare terreno fertile per marciumi radicali, muffe, funghi e batteri, che con il passare del tempo uccideranno le piante.

Fortunatamente, gli eccessi d'acqua sono un errore facile da individuare. La maggior parte delle volte la pianta sembra appassire, nonostante il vaso sia zuppo d'acqua. Purtroppo, l'unico rimedio, oltre ad aspettare che si asciughi il substrato, è trasferire la pianta in un altro vaso contenente un substrato nuovo ed asciutto.

Se il marciume radicale si fosse già insediato, assicuratevi di tagliare tutte le aree danneggiate prima di trapiantare. Poche aziende offrono soluzioni per i problemi radicali. In alcuni casi, i funghi benefici o i batteri simbionti possono evitare l'insorgere di questi problemi.

COSA ACCADE QUANDO LE PIANTE DI CANNABIS RICEVONO POCA ACQUA?

A wilted marijuana plant

Le foglie iniziano ad appassire e a piegarsi verso il basso. La struttura delle radici inizia a contrarsi e le piante si piegano su se stesse per mancanza di forze. Quando la carenza d'acqua si protrae troppo a lungo, le piante muoiono, esattamente come un essere umano, un animale o qualsiasi altra pianta senza acqua.

In assenza delle sostanze nutritive apportate dall'acqua, tutti i processi naturali della pianta, come la fotosintesi, rallenteranno fino ad interrompersi.

Periodi prolungati di forte siccità possono inoltre causare danni permanenti alle vostre piante, rendendo stentata la loro crescita e riducendo sensibilmente la produzione finale di cime.

Tuttavia, un breve periodo di siccità può essere facilmente risolto dando alle piante "piccole ma frequenti" quantità d'acqua. Una volta che sarete certi di averle reidratate, potrete riprendere i normali cicli di irrigazione.