Come e quando trapiantare le piante di cannabis


Come e quando trapiantare le piante di cannabis

Trapiantare significa rinvasare una pianta da un piccolo contenitore, in cui ha trascorso le prime settimane di vita, ad uno più grande. La Cannabis può essere trapiantata in vasi o contenitori più grandi o direttamente in terra, dove le radici hanno la possibilità di svilupparsi correttamente, formando un apparato più fitto e stabile con cui assorbire maggiori quantità d’acqua e di sostanze nutritive.

Solo in questo modo le cime potranno diventare più grandi e resinose.

Il trapianto delle piante di Cannabis è una parte fondamentale del loro ciclo di sviluppo. Questo processo ottimizza le dimensioni delle piante e consente loro di raggiungere il pieno potenziale grazie ad una quantità maggiore di substrato dove poter crescere ed assimilare maggiori quantità di sostanze nutritive.

PERCHÉ TRAPIANTARE?

Avviare la crescita delle piante in piccoli bicchieri o vasetti di plastica offre diversi vantaggi. Prima di tutto, si ottimizzano gli spazi, potendo piantare un numero maggiore di piantini su superfici ridotte che verranno poi trasferiti in determinati spazi di coltura più o meno ampi.

Oltre ad ottimizzare gli spazi di coltura, i vasi piccoli facilitano anche la gestione delle giovani piante. È più facile eccedere con le irrigazioni quando i vasi sono troppo grandi e le piante piccole. Ciò potrebbe causare gravi danni, tra cui crescita stentata, appassimento e ingiallimento delle foglie.

Un vaso troppo capiente durante lo stadio di piantino può accumulare troppa acqua sul fondo, impedendo al giovane e poco sviluppato apparato radicale di assorbire tutta l’acqua disponibile. In queste situazioni, il substrato si può saturare d’acqua diventando terreno fertile per le muffe, molto pericolose per la crescita delle piantine.

Il momento più opportuno per trapiantare è quando il vaso più piccolo inizia ad essere potenzialmente dannoso per la salute e crescita della giovane plantula.

In poche settimane, le radici di una pianta possono occupare un bicchiere di plastica fino ad intrecciarsi occupando tutti gli spazi di substrato disponibili, ma riducendo gradualmente la loro capacità di assorbimento d’acqua e di sostanze nutritive, a causa dell’ambiente sempre più limitato. È questo il momento in cui le piante devono essere trapiantate.

Sarà anche il vostro buon senso a suggerirvi quando farlo, dato che noterete come le dimensioni delle piante inizieranno ad essere sproporzionate rispetto ai vasi in cui sono contenute. Altri sintomi che potrebbero avvisarvi dell’esigenza di rinvasare sono la crescita stentata, l’allungamento, la necessità di irrigare con troppa frequenza, appassimento e steli di color rosso.

DOVE TRAPIANTARE

Il trapianto si verifica quando una pianta ha già superato il suo stadio di piantino e sta entrando nella sua fase di crescita vegetativa. È per questo che il rinvaso è così importante, in quanto consente alle piante di avere spazi più ampi dove poter continuare a crescere correttamente.

Tuttavia, le ragioni per trapiantare una pianta sono anche altre. La graduale messa a dimora in vasi sempre più grandi assicura di non limitare la crescita delle piante in contenitori troppo piccoli e di non usare fin da subito contenitori troppo grandi che potrebbero innescare marciumi radicali.

Pertanto, si possono realizzare più trapianti durante tutta la fase di crescita vegetativa, per mantenere il perfetto equilibrio a livello radicale. Che stiate coltivando indoor con potenti luci artificiali o all’aperto sotto un sole cocente, potreste dover rinvasare più volte. Le piante tendono a crescere molto più velocemente quando le condizioni ambientali sono favorevoli.

COME TRAPIANTARE

Per evitare qualsiasi danno a livello radicale, è essenziale sapere come procedere. Rimuovere le radici da un vaso può causare un forte stress alle piante e, quando non viene eseguito correttamente, può provocare gravi danni.

Questi potrebbero ridurre drasticamente le rese finali, i tempi di coltivazione e ritardare il processo di fioritura, in quanto parte delle energie verrebbero destinate al ripristino delle normali funzioni vitali dopo i traumi e gli stress subiti. Prima di tutto, bisogna assicurarsi di usare un vaso di dimensioni superiori a quelle del precedente.

Ad esempio, se avete usato per le vostre piante piccoli vasetti da 1 litro, il successivo vaso dove trapiantare potrebbe essere uno da 2 litri. Successivamente, le piante possono essere rinvasate in vasi con dimensioni due volte superiori a quelle precedenti, come 4 litri, 8 litri, fino ad arrivare a 12, 16 o anche 20 litri.

La scelta delle dimensioni del vaso dipende dai tempi di crescita vegetativa delle vostre piante. Le Sativa tendono, per genetica, a diventare molto più grandi rispetto alle Indica e, nella maggior parte dei casi, richiedono vasi di dimensioni sempre più grandi.

Ovviamente, anche le superfici disponibili giocano un ruolo fondamentale nella scelta dei vasi e sarà il coltivatore a decidere quando interrompere i trapianti a seconda degli spazi.

Prima di estrarre la pianta, prendete il nuovo vaso e riempitelo per metà con terriccio o qualsiasi altro substrato di vostro gradimento.

L’importante è che le piante abbiano sufficiente spazio dove potersi nuovamente sviluppare, formando un apparato radicale ancora più grande in un ambiente più capiente rispetto al precedente. Compattate leggermente il substrato intorno alla pianta.

Prima di passare al trapianto vero e proprio, irrigate le piante e lasciatele riposare per un paio d’ore. In questo modo le radici saranno più protette durante l’estrazione e la messa a dimora. Infatti, un substrato troppo asciutto potrebbe sbriciolarsi con il minimo urto, mentre uno troppo bagnato potrebbe spaccare alcuni lembi di radice.

Inserite ora la base della vostra pianta tra il medio e l'anulare e capovolgete lentamente il vaso. A questo punto la pianta ed il suo apparato radicale dovrebbero uscire facilmente dal vaso.

Se avete calcolato bene i tempi per realizzare il trapianto, le radici dovrebbero essere già sufficientemente sviluppate per mantenere insieme il substrato contenuto nel vecchio vasetto. Mettete quindi la pianta nel nuovo vaso e coprite gli spazi vuoti con il terriccio.

Per ridurre gli stress e i traumi generati dal rinvaso, potreste eventualmente apportare una piccola quantità di fertilizzanti o stimolatori, in modo da ristabilire più in fretta le energie necessarie per riprendere la crescita nel nuovo vaso. Anche l’intensità luminosa può essere ridotta temporaneamente, per evitare ogni possibile stress.